La vitamina D è una vitamina liposolubile fondamentale per il metabolismo del calcio.
Ne esistono diverse forme dalla D1 alla D5, ma le più importanti sono la D2 e la D3.
La D3 può essere sintetizzata dalla cute tramite l’esposizione alla luce del sole (raggi ultravioletti B) o assunta attraverso la dieta.
L’esposizione ai raggi solari cambia a seconda delle latitudini in cui si vive; alle latitudini temperate, ossia le nostre, l’80% del fabbisogno di vitamina D è garantito dall’esposizione solare, il restante 20% viene assicurato dall’alimentazione.
La motivazione per cui si presta molta attenzione alla vitamina D deriva dal suo legame con le patologie a carico dell’apparato scheletrico, in particolare l’osteoporosi.
La carenza di vitamina D ha conseguenze rilevanti sul metabolismo osseo; si è visto recentemente che lievi stati di carenze possono influenzare l’omeostasi del calcio ed aumentare il rischio di osteoporosi ed altre patologie ossee.
I soggetti principalmente colpiti dalla carenza di vitamina D sono i bambini, gli anziani e le donne in gravidanza.
Nei bambini la carenza conclamata di questa vitamina porta alla mineralizzazione ossea incompleta che può portare alla configurazione di ossa curve. Questa patologia conosciuta come Rachitismo è rara alle nostre latitudini ma si riscontra ancora in molte parti del mondo.
I fattori di rischio per la carenza di vitamina D sono molteplici:
- Neonati allattati esclusivamente al seno materno. [ Il latte materno fornisce solo il 25 Ul di vitamina D per litro, non sufficienti per un neonato. ]
- Persone con carnagione scura. [ Sintetizzano meno vitamina D dopo l’esposizione ai raggi solari rispetto ad una persona con la pelle chiara, in più il rischio è maggiore se vivono lontani dall’equatore. ]
- Invecchiamento. [ Le persone anziane possiedono una ridotta capacità di sintetizzare la vitamina D. ]
- Chi soffre di malattie infiammatorie intestinali. [ Es. Morbo di Chron. ]
- Chi soffre di obesità. [ La carenza di vitamina D è data dal fatto che, una volta sintetizzata nella pelle o ingerita, viene sequestrata e depositata nel tessuto adiposo e quindi resa meno disponibile. ]
Gli alimenti ricchi di vitamina D sono:
- l’olio di fegato di merluzzo;
- alcuni pesci grassi come l’aringa, il tonno fresco ed il salmone in scatola;
- il burro ed i formaggi grassi, come il pecorino;
- le uova intere di gallina;
- il latte arricchito di vitamina D.
Bisogna comunque non dimenticare che un’adeguata esposizione ai raggi solari dovrebbe permetterci di sintetizzare tutta la vitamina D necessaria al nostro organismo.
Bibliografia
Estratto da Biologi italiani [Anno XLV | Numero 9 | settembre 2015] Luca Mattiocco

