Diabete

Diabete

Il Diabete è una malattia cronica basata su livelli alti di glucosio nel sangue (iperglicemia) dovuto ad un’alterata quantità o funzione dell’insulina.

Due dei campanelli di allarme per avvicinarsi ad una diagnosi sono la poliuria (abbondante produzione di urina) e la polidipsia (abbondante ingestione di acqua).

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Simbolo internazionale del Diabete

Esistono diversi tipi di diabete:

  • Diabete mellito:
    Diabete mellito di tipo I, autoimmune, colpisce prevalentemente i bambini.
    Diabete mellito di tipo II, familiare, non autoimmune.
    Diabete mellito gestazionale, colpisce principalmente le donne incinta.
  • MOBY
  • Diabete insipido.

Diabete Mellito tipo I.

È una forma di diabete autoimmune dato dalla distruzione delle cellule β del pancreas che secernono insulina, provocando un’insulina-deficienza.
Epidemiologicamente esordisce, per circa la metà dei casi, prima dei 20 anni e più frequentemente durante la pubertà.

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Le cause posso essere molteplici, spesso è l’insieme di più fattori come la genetica, l’ambiente e l’immunologia.
L’insorgenza del diabete mellito di tipo I può insorgere dopo alcune patologie, come il morbillo, l’epatite o l’infezione da Coxsackie Virus. Si è ipotizzato che queste patologie stimolino una risposta immunitaria con la produzione di linfociti T citotossici, che per errore, attaccano e distruggono le cellule β del pancreas che secernono insulina.

Nei gemelli omozigoti la possibilità che entrambi lo sviluppino e del 30-40%, nei fratelli del 5-10%, e nei figli di persone malate 2-5%.

Tra i sintomi più comuni troviamo la poliuria, la polidipsia e la polifagia (grande ingestione di cibo senza acquistare peso, anzi dimagrendo).
Spesso il sintomo di esordio è la chetoacidosi diabetica, ossia la combinazione di iperglicemia, concentrazioni di bicarbonati inferiori a 15 mEq/L, pH inferiore a 7,30 con chetonemia (presenza di corpi chetonici nel sangue) e chetonuria (presenza di corpi chetonici nelle urine).

Dopo l’esordio, spesso, è presente una fase di interruzione dei sintomi, chiamata “Luna di miele” che può durare anche diversi mesi, dopo di ché i sintomi ricompaiono in pianta stabile dando lo stato di diabete.

Possono esserci diverse complicanze nel corso della malattia, come:
La nefropatia diabetica (danno renale).
La neuropatia diabetica (dolore agli arti).
La retinopatia diabetica (danni alla retina).

La terapia è data da:
Esercizio fisico.
Dieta a basso contenuto calorico e monitoraggio del glucosio.
Somministrazione di insulina.
Trapianto di pancreas o cellule β pancreatiche.

Diabete Mellito tipo II.

È una malattia metabolica data da glicemia alta ed insulino-resistenza.
Il diabete mellito di tipo II costituisce circa il 90% dei malati di diabete, il fattore di rischio principale è l’obesità in soggetti predisposti geneticamente alla malattia.

All’esordio della patologia, il trattamento iniziale è dato dall’aumento dell’esercizio fisico con una modifica della dieta. Se queste misure non fossero sufficienti al controllo dei livelli di glucosio nel sangue, si ricorre ad una terapia farmacologica o insulinica.

Negli ultimi decenni, il tasso di malati di diabete mellito di tipo II è notevolmente aumentato, in relazione all’aumento di persone obese nella nostra società.

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Lo sviluppo di questa patologia è causato dalla combinazione di più fattori, come lo stile di vita, endocrinopatie (patologie delle ghiandole endocrine del corpo umano) e fattori genetici.
Alcuni fattori come la dieta e l’obesità posso essere sotto controllo, altri, come il sesso femminile, l’invecchiamento e la genetica, non lo sono.
Si è associato alla malattia anche la mancanza di sonno.

Stile di vita → i fattori correlati all’insorgenza della patologia, oltre all’obesità, sono:
– Mancanza di attività fisica.
– Cattiva alimentazione.
– Urbanizzazione.

Genetica → il diabete coinvolge molti geni, alcuni posso dare più o meno un contributo nell’insorgenza della malattia. Un esempio è dato dai gemelli omozigoti, se uno dei due fratelli ha il diabete l’altro ha il 90-100% di possibilità di ammalarsi anch’egli.

Inizialmente sono presenti i sintomi classici del diabete, poliuria, polidipsia. Altri sintomi sono:
– Astenia cronica (mancanza di energia).
– Disfunzione erettile.
– Ipogonadismo.
– Infezione delle vie urinarie.
– Prurito.
– Vista offuscata.
– Neuropatia periferica.
– Infezioni vaginali.

Molte persone non presentano sintomi inizialmente e la diagnosi viene effettuata tramite esami del sangue.

Oggi, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, riconosce la condizione di diabete dopo aver rilevato elevati livelli di glucosio nel sangue con la presenza di sintomi tipici.
I valori glicemici, a digiuno, sono i seguenti:
Normale → < 110 mg/dl.
Alterata glicemia a digiuno → 110 – 126 mg/dl.
Diabete mellito → > 126 mg/dl.

Una volta diagnosticato lo stato di diabete si prende in considerazione una terapia. Esistono diversi farmaci anti-diabetici, se questi non fossero sufficienti a tenere sotto controllo la malattia si possono aggiungere le iniezioni di insulina, oppure utilizzare unicamente queste ultime.

L’insorgenza del Diabete di tipo II può essere ritardata o prevenuta attraverso una corretta alimentazione ed un regolare esercizio fisico.

Diabete Mellito Gestazionale.

È una condizione che si instaura durante la gravidanza in una donna che, prima di essa, non era diabetica.

Si riscontra in circa il 4-5% delle donne gravide, dopo il parto la maggior parte torna alla normalità, ma rimane il rischio del 30-60% che sviluppino Diabete Mellito nei successivi 10-20 anni.

Perché alcune donne sviluppano il diabete gestazionale?
La risposta è data dai bisogni metabolici del feto. Durante la gravidanza, il corpo della donna, produce una quantità maggiore di insulina, quasi tre volte più del normale, questo perché alcuni ormoni prodotti dalla placenta ostacolano l’azione dell’insulina stessa, è un processo del tutto naturale l’incremento di questo ormone, ma alcune donne con caratteristiche genetiche particolari il pancreas non riesce a far fronte a questa richiesta maggiore di insulina, dando così valori glicemici del sangue più alti, ossia Diabete Gestazionale.

Il diabete gestazionale colpisce anche il bambino?
La maggior parte delle donne che hanno sofferto di questa patologia mettono al mondo dei figli sani, soprattutto se durante la gravidanza ha attuato dei semplici accorgimenti:
– Controllare regolarmente la glicemia.
– Seguire una dieta sana.
– Fare esercizio fisico.
– Mantenere il peso forma (dipende dal peso pregravidico, in base al peso precedente la gravidanza si calcolano il numero di chili da prendere senza arrecare danno alla salute della madre e del feto).

gestazionale

In alcuni casi, però, può compromettere la gravidanza e mettere a rischio la salute del bambino, tra i rischi troviamo:
– Il corpo del bambino è più grande del normale (macrosomia), se ciò accade potrebbe essere necessario il parto cesareo, invece del parto naturale.
– La glicemia del bambino è troppo bassa (ipoglicemia), iniziare immediatamente l’allattamento al seno può far aumentare la glicemia del neonato e, in alcuni casi, potrebbe anche aver necessità di trasfusioni di glucosio nel sangue.
– La pelle del neonato diventa giallina e la parte bianca degli occhi (la sclera) può cambiare colore (ittero). Questa malattia può essere curata facilmente, e comunque non è grave.
– Il bambino può avere difficoltà respiratorie e aver bisogno di ossigeno o altri aiuti (sindrome da distress respiratorio).
– Il neonato può non avere livelli sufficienti di minerali nel sangue, questo problema può causare contrazioni o crampi muscolari, ma può essere curato facilmente somministrando al bambino degli integratori di minerali.

È possibile che, durante la gravidanza, alcune donne debbano assumere insulina per mantenere sotto controllo la malattia.

MODY.

È una condizione particolare, più rara delle precedenti, chiamata MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young). È un diabete simile al non-insulinico di tipo II, ma con un’insorgenza giovanile.

Per diagnosticare questa patologia si prendono in esame i seguenti criteri:
– Età di insorgenza inferiore ai 25 anni.
– Controllo metabolico senza necessità di insulina per oltre due anni dall’esordio.
– Diabete presente nell’albero familiare nell’arco di tre generazioni.

Infatti si tratta di una forma ad ereditarietà di tipo autosomico dominante (geneticamente trasmissibile) senza distinzione tra i sessi.

Moby

Quindi il MODY è dato da mutazioni di geni diversi che a seconda di quale di queste e presente si avranno sintomi clinici diversi.

Per ora sono stati identificate cinque mutazioni che danno origine a cinque tipi di MODY:
– MODY 1.
– MODY 2.
– MODY 3.
– MODY 4.
– MODY 5.

Molti devono ancora essere identificati.

Tutti i MODY, comunque, determinano una compromissione della secrezione a livello pancreatico dell’insulina, se pur con gravità diverse a seconda della mutazione, senza compromettere la funzionalità dell’insulina stessa.

Diabete insipido.

È una rara sindrome che presenta una grande emissione di urine, accompagnata da una sete insaziabile.

Insipido

Questa patologia è dovuta alla mancanza o insufficiente secrezione dell’ormone antidiuretico (ADH, o vasopressina) da parte dell’ipotalamo e dell’ipofisi (diabete insipido neurogenico), o dalla mancanza della sua attività a livello renale (diabete insipido nefrogenico).

Il diabete insipido neurogenico è ADH-sensibile, quindi può essere curato tramite la somministrazione dell’ormone antidiuretico.

Le persone affette da questo tipo di diabete posso arrivare a eliminare 18 litri di urine al giorno, questo perché l’ADH permette il riassorbimento di molta acqua nell’ultimo tratto dei nefroni dei reni.

La persona non ha grandi problemi fino a quando ha la possibilità di bere molta acqua, se ciò non avviene, il soggetto, andrebbe incontro a disidratazione, con perdita di peso, emoconcentrazione (sangue denso) fino al collasso e alla morte.

Le cause di questa patologia sono molteplici. Alla base, possono esserci rare malattie genetiche o malformazioni congenite al livello ipotalamico; o più frequentemente, il diabete neurogenico, è la conseguenza di traumi cranici, interventi neurochirugici, processi infettivi o tumori endocranici, tuttavia ancora il 30-40% delle cause di insorgenza e tuttora sconosciuto.

Per quanto riguarda il diabete nefrogenico è una forma piuttosto rara, che è data da malattie congenite e acquisite, come l’insufficienza renale cronica, l’ipercalcemia (eccesso di calcio nel sangue) e l’ipopotassemia (carenza di potassio). Inoltre, possono esserci anche forme transitorie, per esempio sostanze che interferiscono con l’ADH.

Come detto precedentemente, la cura del diabete insipido neurogenico e data dalla somministrazione dell’ormone antidiuretico, mentre per il diabete insipido nefrogenico non esiste una terapia mirata, ma viene controllato tramite un’assunzione abbondante di acqua, la restrizione del sodio nella dieta e l’uso di diuretici tiazidici.

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