Stevia, dolcificante naturale?

Stevia, dolcificante naturale?

La Stevia Rebaudiana è una pianta erbaceo-arbustiva perenne, di piccole dimensioni, della famiglia delle Asteraceae, nativa delle montagne fra Paraguay e Brasile. È nota per essere utilizzata come dolcificante ipocalorico naturale.

La stevia è un dolcificante naturale che viene utilizzato in tutto il mondo, grazie alle sue innumerevoli proprietà, ma il suo uso presenta anche parecchie controindicazioni.
Sono particolarmente elevati i sospetti di cancerogenicità dei suoi principi attivi, tanto che è in dubbio il suo utilizzo nell’industria alimentare e nell’alimentazione; i sostenitori del dolcificante naturale affermano che la stevia non è pericolosa come si crede. Però, il dibattito ad oggi è ancora aperto, l’Unione Europea ne permette l’utilizzo come integratore alimentare, considerando che era stato usato in molti altri paesi senza gravi danni.

La sua più grande proprietà, infatti, è il potere dolcificante racchiuso quasi interamente nelle piccole foglie, questo è di circa 200 volte superiore al comune zucchero bianco. Questa sua qualità abbinata all’assenza calorica lo ha promosso come “dolcificante naturale con zero calorie”.

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Quindi apparentemente la stevia sembrerebbe un ottimo dolcificante, le controindicazioni ufficiali si limitano ad ipotensione ed effetti lassativi nel caso di abusi.

Nonostante le discussioni e le polemiche, ancora in atto, sulla possibile cancerogenicità di questo dolcificante è possibile affermare che un uso moderato della stevia non sia cancerogeno in quanto le limitazioni oggi apportate dalla FAO ( Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura ) e dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità ) hanno stabilito che una dose massima giornaliera di 4 mg/kg per peso corporeo risulta sicura per la salute dell’organismo, non dando alterazioni notevoli.
Quindi le controindicazioni riguarderebbero l’uso eccessivo degli estratti di stevia, che di solito vengono impiegati, probabilmente, in modo massiccio nella preparazione di alimenti e bevande a livello industriale, rischiando di superare la soglia raccomandata.

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